L’orfano
Quel bambino dagli occhi enormi, quel bambino stupito davanti a una vetrina di giocattoli… le mani sporche, la pancia quasi vuota.
Quel bambino preso per mano, quel bambino timido, che però sa correre anche senza un pallone: un aquilone. In giro per quelle nuvole così bianche, con quel motivetto di un vecchio carillon in testa. Con quel bisogno di sonno profondo, di buio, di caldo drammaticamante materno. Con quelle richieste di amore simili al desiderio di un gelato crema e panna, o di un altro giro sulla bicicletta di qualcun’altro.
Ama come un bambino. Come un orfano può: senza conoscere e perciò senza temere di perdere. Ama come amerebbe una madre, una sorella, una figlia. Gli amanti nei film, i principi nelle favole, i genitori degli altri… sa solo immaginarli.
Scusa se non ti ha lasciato che pietre di sogno tra gli occhi.
