Viaggio Mistico Verso Nord

Il treno è in corsa.
Nessun passeggero parla, nessun libro aperto, nessun disco nel lettore, nessuna immagine fuori al finestrino. Solo io, spettatore di indefiniti colori che vengono dal mondo fuori.
Attendo l’inizio di una storia, e questo mi piace. Non so dove e quando avrà fine, e questo mi spaventa. Ma sto cercando qualcosa, il mio è un viaggio mistico, e quel qualcosa lo troverò solo in un’ignota destinazione. Per ora ho scelto la direzione: verso Nord.
Aumenta in me l’ansia dello spettatore che ancora non vede la sua storia proiettata nello schermo, e anzi più si procede verso nord più la nebbia mi impedisce di vedere fuori al finestrino.
Ignota destinazione avvolta dalla nebbia…
Più misterioso di così non poteva essere il mio viaggio mistico. Misterioso e mistico.
Viaggio mistico avvolto nel mistero, avvolto nella nebbia (che poi in inglese, leggo sul dizionario tascabile, si dice “mist”?).
Il treno rallenta, fuori al finestrino ci sono immagini diffuse, dilatate, impercettibili. Anche i rumori sono del tutto attenuati, mischiati con l’atmosfera densa di fuori che adesso è percepibile anche all’interno del vagone… l’aria diventa pesante…
Si aprono le porte, entra improvvisamente così tanta nebbia negli occhi da sentire la paura nelle tempie, e il freddo dell’aria fuori e i rumori non filtrati del ferro sulle rotaie mi fanno ancora di più rabbrividire. Il rumore dell’aria fenduta dalle porte aperte mi trasmette la velocità che il treno sta riprendendo, sembra ora correre fino a perdere il contatto con i binari.
Un’ombra informe trapela dalla nebbia diradata dal vento, è un immagine più suggerita dalla paura che dalle sue fattezze reali, è orrenda, sento il riverbero dei suoi passi, la cavernosità della sua voce che sembra minacciarmi qualcosa di incomprensibile. È il signore della nebbia, alto tre metri, anche di più, vestito con uno smoking nero da mafioso, o forse da conte Dracula… sì, è proprio un vampiro, si avvicina al mio collo, sembra dirmi ancora qualcosa ma io non capisco, balbetto «mi-mister, io… io non…». Chiudo gli occhi per il terrore così forte da sentire dolore…
«Schlecht Schlafen? Deine Fahrkarte, bitte? … May I see your ticket, please?»
La luce al neon del treno dritta negli occhi mi dirotta immediatamente alla realtà . Tiro fuori dalla tasca il mio biglietto, l’uomo in divisa lo punzona, va via.
Mister Mist, il vampiro gigante del mio incubo, è l’espressione inconscia delle paure che accompagnano il mio viaggio. Mister Mist, è il mistero del mistico viaggio verso Nord.